domenica 31 ottobre 2010

Sundaysmile festival 30 10 2010 PMK Innsbruck


A Innsbruck cosi´ come in gran parte dell´ Austria c´e´una cultura che qua dalle nostre parti si trova con la lente d´ingrandimento , e una mentalita´ migliore della nostra.
A Innsbruck c´é un locale , il PMK , che non e´ un locale qualunque ma un´ autentica piattaforma culturale al pari dell´Interzona, solo che a differenza di essa, spesso il palco del PMK e´il teatro di lancio per i grandi e piccoli nomi dell´area alternativa e post-rock . E ieri c´é stata la terza edizione del Sundaysmile Festival che ha visto nomi d´eccezione nell´ area ovvero STELLARDRIVE ma soprattutto RED SPAROWES.
Provenienti da Besancon ( Francia ) , con tre EP scaricabili all´attivo ( ERS 1-2-3 ) e un album in uscita ( ERS 4 ), gli Stellardrive come band d´ apertura hanno saputo creare un grande show - nonostante l´ esecuzione di canzoni tutte nuove , a parte Terraforming , dell´EP 3 - unendo il loro rock strumentale con l´uso di immagini e sintetizzatori e creando un autentico finale di potenza.
Preceduti da Head of the Wantastiquet ( che io mi sono perso ), a chiudere la serata ci hanno pensato i Red Sparowes, il gruppo post-rock per eccellenza guidato da Briant Clifford Meyer , una delle menti degli ISIS, e da Greg Burns ( ex Halifax Pier ) . L´apertura e´affidata a "Buildings began to stretch..." traccia 2 del primo album resa alla grande con i tre chitarristi Cliff , Andy ed Emma che sanno perfettamente intrecciare i loro suoni , e il basso di Greg assieme alla batteria di Dave che sanno dare la giusta potenza, seguono poi "Hail of Bombs" dell´ultimo album e "The Soundless dawn", sempre del primo dove Greg abbandona il basso ( preso da Andy) e si mette alla lap-steel, uno degli elementi chiave del loro suono in tutti e tre gli album. "The Great Leap Forward..." e´l´unico brano del secondo album eseguito, in maniera magistrale con quel basso che sembra dare delle autentiche scosse telluriche amplificate da delay delle chitarre. Anche i nuovi brani ( primo fra tutti "In illusion of order" che chiude la prima parte prima dell´ encore) vengono resi alla stragrande.
L´encore ( o la sopresa ) e´forse la parte piu´ bella dove la band riprende in mano gli strumenti , Cliff augura buon Halloween al pubblico , Greg fa partire delle distorsioni alla lap-steel ed e´ il momento di "Alone and unaware", brano d´apertura del primo album nonche´ il loro miglior brano in assoluto reso in maniera perfetta da tutti e 5 i musicisti, segui poi l´ultimo brano in assoluto, il secondo dell´EP "Aphorism" , straordinario che conclude la stupenda serata



martedì 26 ottobre 2010

Lili Refrain , la miglior chitarrista deglia nni zero e dieci








Domenica scorsa la serata post-rock al Circolo Bahnhof di Montagnana ha visto protagonista Lili Refrain, questa straordinaria cantante /chitarrista autodidatta con 15 anni di esperienza alle spalle , capace di creare da sola , con la sua voce tra la lirica e il rock e la sua Telecaster collegata all'effetto loop station , delle vere e proprie atmosfere che nemmeno i Bardo Pond in 6 sarebbero riusciti . "9" è il suo primo lavoro , un percorso solitario di questa grande artista in un genere che lei definisce "shippinghead" ma che in realtà è una commistione di varie aree , dall'ambient fino a virtuosismi progressive - metal .  Il brano d'inizio "Ipnotica" è reso incantato dalle voci in lirica registrate in loop creando un atmosfera gotica quasi alla Jarboe , mentre in "Imitatio " sembra suonata da venti chitarristi di flamenco in un intensità sempre crescente ," Insultura " con quella furia e quell'incrociarsi di riff distorti , sembra un tributo al metal in tutte le sue forme ( assoli sparati a velocità elevata e anche una straordinaria esecuzione di tapping ) , immaginiamoci con la batteria con doppia grancassa cosa ne sarebbe risultato. "Imperativa" è il miglior brano dell'album , un accordo minore arpeggiato in chorus al quale si aggiungono via via altri arpeggi , la voce e il pezzo diventa sempre più evocativo e crescente ( il sottofondo registrato di Fra Martino lo rende ancora più inquietante ) . Su Imperativa ,  sembra di stare su un treno in corsa o su un tir pronto a schiantarsi ad alta velocità con le chitarre pultie prima e distorte dopo ad accrescere la drammaticità dell'evento . Ictus è un altro brano che merita alla grande , con un tributo al Padrino di Nino Rota in versione Slash. La chiusura è affidata a Illudia, il brano più post-rock di tutto l' album tra arpeggi in delay e in tremolo e atmosfere autunnali tra i Tarentel e i Set Fire to Flames, una chiusura a dir poco perfetta per una  delle migliori artiste degli ultimi anni.

lili sounds

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